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Le due Italie: al nord si litiga per la Tav ed in Sicilia treni dell’Ottocento

Le due Italie: al nord si litiga per la Tav ed in Sicilia treni dell’Ottocento
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In Sicilia le strade ferrate, quasi tutte, progettate o risalenti alla seconda metà dell’Ottocento e ai primi del Novecento, hanno subito poche e limitate opere di riqualificazione e tante sono state abbandonate all’usura del tempo, condannandole successivamente alla totale soppressione (oltre 1000 chilometri di linee) imponendo, in modo particolare nelle aree interne dell’Isola, l’utilizzo, specialmente ai pendolari, del trasporto su gomme (auto e bus).

Dati, al 31 dicembre 2018, sulle LINEE FERROVIARIE IN ESERCIZIO nell’Isola.

In Sicilia ci sono appena 1.369 chilometri di linee ferrate (altri 1000 km, come già detto, sono stati soppressi), così classificate per tipologia e lunghezza:

Linee a doppio binario 223 km.  Linee a semplice binario 1.146 km

Al tempo di TAV e di linee ferroviarie ad Alta Velocità ecco il dato sull’alimentazione delle linee ferrate in Sicilia: Linee elettrificate 791 km, di cui 223 km a doppiobinario e 568 km a binario unico.

E il resto delle linee? 578 km di linee non elettrificate, cioè a diesel.

Ricapitolando, la lunghezza complessiva dei binari in Sicilia è di 1.592 km, compresi i “binari morti” e i 2 impianti di traghettamento di Messina.

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IL BINARIO UNICO, cioè un treno alla volta, quindi, occupa circa l’86% della linee di RFI, Gruppo delle Ferrovie dello Stato. Su 1369 chilometri il doppio binario è presente solo su 223 chilometri di linea ferrata. Tutto il resto, poco meno di 1200 chilometri, procedono sul binario unico.

Quasi tutte le tratte non solo sono a binario unico, ma sono anche spesso interrotte o costringono il convoglio ad un transito rallentato.

E quale è lo stato dei cantieri per la realizzazione del tanto annunciato raddoppio ferroviario sulla Palermo-Catania-Messina?

Non pervenuto, nonostante un investimento di quasi nove miliardi di euro, inserito nello “Sblocca Italia” del governo Renzi.

Intanto, la tratta ferroviaria che da Palermo giunge a Messina si interrompe a più riprese. Stessa situazione, anche sulla Catania-Palermo con oltre 200 km a binario unico.

“ Concludiamo questa nota – Federazione del Sociale USB Catania – con un dato che mette ancor di più in evidenza lo smembramento pianificato, di stampo colonialista, adottato dallo Stato centrale e dagli apparati del capitale nei confronti della rete ferroviaria isolana : negli ultimi 20 anni le lavoratrici e i lavoratori ferrovieri in Sicilia si sono ridotti da 18 mila a poco più di 3000”.

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