Cultura e Società

La storia di Giordana uccisa a 20 anni, raccontata dalla mamma Vera Squatrito

La storia di Giordana uccisa a 20 anni, raccontata dalla mamma Vera Squatrito
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Gela – Il Lions Club di Gela e l’ITT Emanuele Morselli di Gela hanno realizzato un incontro  sulla “violenza di genere”  per educare gli studenti alla parità e al rispetto di genere.
Dopo il saluto della Dirigente della scuola, Prof.ssa Serafina Ciotta, e del Presidente del Lions Club di Gela, Dott. Salvatore Sauna, con la moderazione della Prof.ssa Sonia Rampanti, sono intervenute  Vera Squatrito, madre di Giordana, giovane donna uccisa dall’ex compagno, e la Dott.ssa Daniela Migliore, Psicologa del centro  antiviolenza Galatea onlus di Caltanissetta. Testimonianze molto coinvolgenti che hanno catturato l’attenzione dei ragazzi.

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Vera Squatrito la mamma di Giordana Di Stefano, la ragazza barbaramente uccisa con 48 coltellate dal suo ex fidanzato Luca Priolo il 7.10.2015 a soli 20 anni, lasciando una bambina di 4 anni figlia dell’assassino. La storia di Giordana è uguale a quella di  tante altre donne massacrate nonostante avessero denunciato per Stalking il loro carnefice. Giordana ha denunciato nel 2013 senza aver nessun riscontro dallo Stato ed è stata uccisa due anni dopo la denuncia la notte prima dell’udienza. Ancora oggi il processo per Stalking è aperto ed il processo per omicidio deve ancora iniziare dato che la difesa ha chiesto il trasferimento a Messina per le pressioni mediatiche su Fb,  in attesa della Cassazione, la difesa chiede Rito Abbreviato subbordinato alla perizia psichiatrica.
“Dalla morte di mia figlia – ha dichiarato Vera –  ho iniziato una battaglia contro IL FEMMINICIDIO , portando la mia testimonianza ovunque, cercando di sensibilizzare la gente al cambiamento culturale e provando disperatamente di cambiare cio’ che non funziona nel rispetto del VALORE della VITA. Il 17 ottobre del 2015 a soli 10 giorni dalla sua morte ho aperto una petizione per dare la giusta pena a chi commette un femminicidio, senza Rito Abbreviato,sconti di pena,buona condotta e strategie varie che servona a dare la libertà a chi uccide con PREMEDITAZIONE,CRUDELTA’ E FUTILI MOTIVI utilizzando la strategia dell’infermità mentale momentanea , affinchè a fine processo questi Assassini scontano la pena che va da 10 a 15 anni al massimo. Ma la vita di un essere umano che valore ha quando viene distrutta in modo efferato e crudele per il NULLA?….in fondo queste donne vengono uccise per aver detto BASTA ALLA VIOLENZA … la Vita dell’essere umano ha un valore altissimo e affinchè queste donne abbiano rispetto i loro carnefici devono concludere la loro vita chiusi dentro un carcere e possibilmente ai lavori forzati. Io credo che la GIUSTA PENA, ergastolo, possa essere da deterrente per chi vive la violenza come mezzo risolutivo della gelosia ,le punizioni esemplari portano a punirne uno per educarne altri.
Ho la consapevolezza che qualsiasi eventuale modifica alla legge non rientrerà IL CASO di mia figlia, mi sento da madre di dover cambiare un sistema non rispettoso e distruttivo per chi resta in vita , la giusta pena serve alle famiglie a poter vivere senza avere paura che l’assassino possa uccidere un’altra volta…..
Chiedo di aiutarmi a divulgare la petizione, se la credete legittima e di lottare insieme a me affinchè le istituzioni la smettano di fare regali agli assassini prima ancora di iniziare un processo e che all’atto della denuncia si possa dare la protezione che meritano tutte le donne che hanno il coraggio di denunciare nonostante la paura, anticipando i tempi di allontanamento e senza sottovalutare cio’ che una donna maltrattata denuncia”.

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