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Trasporto disabili sotto inchiesta: le ragioni del Comune

Trasporto disabili sotto inchiesta: le ragioni del Comune

Gela – C’è già un’inchiesta sulla vicenda del trasporto per i cittadini diversamente abili. La Guardia di finanza ha acquisito gli atti e qualche dirigente in servizio due anni fa nel settore, è stato sentito come persona informata sui fatti.  Del resto le denunce delle associazioni in difesa dei diritti dei portatori di handicap sono state a pioggia, come le manifestazioni esterne, non ultima quella di stamattina.  Ma dopo aver sentito le ragioni dei cittadini disabili arriva la nota del Comune a firma della dirigente Maria Morinello e del  Funzionario Responsabile Ufficio Trasporto Disabili, Ignazia Giacalone. Le due professioniste arrivate da un anno o poco più nel settore servizi sociali hanno spiegato le ragioni che inducono l’Ente a chiedere il pagamento del trasporto per il lasso di tempo febbraio – aprile 2018, in quanto la delibera della Giunta del 2017 lo prevedeva e nessuno l’ha impugnata, nonostante le competenze giuridiche dei membri della Consulta che oggi protestavano.  Per fortuna quella delibera oggi è stata modificata, ma per quel lasso di tempo era in vigore e chi ne ha usufruito, sapeva di dover pagare. Si sottolinea inoltre che il problema riguarda solo 10 persone, mentre il servizio di trasporto non è mai stato sospeso per il 160 bambini delle scuole primarie e per i 60 che frequentano i centri di riabilitazione Aias di Gela e Caltagirone. Ecco cosa scrivono:

“Nel mese di gennaio 2018 sono pervenute al Settore Servizi Sociali n. 18 istanze di fruizione del servizio di trasporto speciale finalizzato all’accompagnamento di disabili presso il posto di lavoro, presso centri sanitari e centri ricreativi culturali. In tali istanze il disabile richiedente espressamente dichiarava “di essere consapevole che dovrà compartecipare al costo del servizio come da tabella sotto elencata, tenendo conto delle agevolazioni o esenzioni in base all’ISEE, giusta delibera di G.M. n. 30 del 15/02/2017”.

Anche il consulente legale della consulta dei disabili Capici Paolo ha presentato regolare istanza di fruizione del servizio (allegata alla presente), sottoscrivendo la sopra citata dichiarazione e riservandosi di presentare l’attestazione ISEE non appena ne sarebbe venuto in possesso, come successivamente è effettivamente avvenuto.

Verificata la regolarità e completezza della documentazione richiesta da parte del preposto Ufficio, il servizio è stato erogato a tutti i 18 disabili, in ragione delle risorse finanziarie assegnate al Settore nel Piano Esecutivo di Gestione approvato dalla Giunta Municipale. dal mese di febbraio e fino al mese di maggio 2018.

A motivo della condizione economica attestata dall’ISEE n. 8 disabili hanno fruito del servizio gratuitamente, mentre n. 10 disabili dovevano compartecipare al costo del servizio sulla base delle fasce ISEE stabilite con la delibera di Giunta Municipale 30/2017.

Il sig. Capici Paolo, in ragione dell’ISEE presentato, non aveva diritto di godere di alcuna forma di esenzione e, pertanto, l’Ufficio Trasporto disabili ha addebitato allo stesso il costo intero del servizio.

Per quanto sopra esposto, quindi, nessun danno e nessuna beffa sono stati posti in essere nei confronti dei n. 10 disabili a cui è stato richiesto il pagamento della quota di compartecipazione al costo del servizio, atteso che gli stessi, quando hanno richiesto il servizio, erano perfettamente consapevoli che l’Ufficio avrebbe, doverosamente, applicato la delibera n. 30/2017, avverso cui la Consulta dei disabili avrebbe potuto esercitare eventuale azione legale di impugnativa.

Con la richiesta di pagamento della quota di compartecipazione dovuta da ciascun disabile ai sensi della citata delibera, pertanto, il personale dell’Ufficio Trasporto disabili e il Dirigente del Settore Servizi Sociali hanno adempiuto ad un preciso dovere imposto dalla legge, la violazione del quale avrebbe configurato, in capo agli stessi, il reato di omissione in atti d’ufficio con l’aggravante del danno erariale nei confronti dell’Ente Comune”.

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