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Droga per uno studente su quattro: in arrivo contributi

Droga per uno studente su quattro: in arrivo contributi

Caltanissetta – “Uno studente su quattro, rivela la relazione 2018 al Parlamento sul fenomeno delle tossicodipendenze, ha provato almeno una volta una qualche forma di droga. È una vera e propria emergenza, con alcuni casi che registrano un’età di consumo che si riduce addirittura a 12 anni”.

A lanciare l’allarme è Igor Gelarda, responsabile siciliano enti locali della Lega e candidato alle elezioni europee del 26 maggio nel collegio Sicilia e Sardegna per il partito guidato dal vicepremier e ministro dell’Interno, Matteo Salvini, che proprio in tema di sicurezza dei giovani ha previsto in Sicilia uno stanziamento di 304 mila euro nell’operazione Scuole sicure. 

“A potere beneficiare dei fondi – spiega Gelarda – saranno i comuni di Trapani (36.204,12 euro), Marsala (39.753,75), Agrigento (34.153,89), Caltanissetta (34.866,72), Gela (37.858,58), Siracusa (49.010,83), Ragusa (37.567,53) e Vittoria (35.318,80). Le amministrazioni comunali interessate dovranno richiedere il finanziamento alla Prefettura entro il 31 maggio”.

Il contributo, che si compone di una quota fissa di 20 mila euro identica per tutti e di una quota variabile commisurata alla popolazione residente al 1° gennaio 2018, potrà essere destinato nel prossimo anno scolastico alla realizzazione di sistemi di video-sorveglianza; al pagamento delle prestazioni di lavoro straordinario del personale della polizia locale, all’acquisto di mezzi ed attrezzature e alla promozione di campagne informative volte alla prevenzione e al contrasto dello spaccio di sostanze stupefacenti.

“La tutela del futuro dei nostri giovani, in Sicilia come nel resto d’Italia, è al centro delle azioni di questo governo – dice il senatore Stefano Candiani, commissario della Lega in Sicilia – . Ecco allora l’importanza delle campagne di informazione nelle scuole, ovvero informare gli studenti sui danni per la salute legati al consumo di droga, soprattutto in giovane età – concludono Candiani e Gelarda – e sensibilizzare loro in merito ai rischi derivanti dalla navigazione su siti internet e social network in cui si commercializzano pericolose sostanze psicoattive”.

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