Cronaca

Due arresti per detenzione di armi

Due arresti per detenzione di armi

Gela – I carabinieri del nucleo operativo e radiomobile e dello squadrone eliportato “Cacciatori di Sicilia” hanno sequestrati in un maneggio tubi metallici montati in modo da diventare armi. L’arresto è scattato per Maurizio Zambroni di 53 anni  e il  Salvatore Lauria di 63 che operavano in un maneggio dove sono stati rinvenuti i materiali pericolosi, posti sotto sequestrato insieme ad  una sessantina di cartucce e un’altra arma calibro 36, mentre un fucile era regolarmente dichiarato. Il rinvenimento è avvenuto durante una perlustrazione. L’operazione è avvenuta ieri e gli arresti sono stati convalidati dal magistrato del Tribunale.

Nella giornata di ieri i Carabinieri del Reparto Territoriale di Gela, al termine di mirato servizio predisposto volto al contrasto della diffusione delle armi clandestine, hanno tratto in arresto  Z.M., milanese  cl. 1966, e L.S., gelese cl. 1956, entrambi già noti alle Forze dell’Ordine, per il possesso di armi artigianali clandestine.

 

L’attività info-investigativa condotta dal Nucleo Operativo e Radiomobile dell’Arma di Gela, si è concretizzata ieri con il supporto dello Squadrone Eliportato “Cacciatori Sicilia” e di unità cinofila dell’Arma specificamente deputata alla ricerca di armi, consentendo il rinvenimento, all’interno della proprietà di Z.M., di alcuni tubi che singolarmente sarebbero passati inosservati come semplici pezzi metallici, ma che, assemblabili con semplicità e speditezza, risultano micidiali e pericolose armi da fuoco  di rapido impiego e facile occultamento.

 

Durante le attività di perquisizione, che ha investito l’ampia area di un maneggio anche con la rimozione di ostacoli fissi, a seguito del nervosismo notato da parte dei militari operanti del titolare e dal precedente proprietario dell’area, sono state rinvenute numerose munizioni di diverso calibro e numerosi tubi metallici occultati in varie parti della proprietà, a cui gli stessi avevano accesso e disponibilità. Le munizioni e le saldature e modifiche di alcuni di questi tubi hanno insospettito gli inquirenti che, con pazienza sono riusciti a ricostruire le rudimentali quanto pericolose armi da fuoco clandestine di fabbricazione artigianale e di diverso calibro.

 

L’ingegnoso, quanto pratico sistema ad incastro tra due tubi metallici di cui uno occluso e con spillo percussore sul fondello, rende ancora più l’idea di quanto, ad un facilità di assemblaggio ed impiego corrispondesse, di contro, una difficile possibilità di individuazione di questi strumenti di morte.

 

Al termine delle operazioni sono stati posti sotto sequestro un’arma completa calibro 36 con altri tubi adattabili di diverso calibro, numerosi tubi metallici delle stesse misure e fattezze per la fabbricazione di ulteriori armi, nonché una sessantina di cartucce di vario calibro inseribili in dette canne metalliche. Durante le operazioni è stato ritirato cautelativamente un altro fucile e relativo munizionamento, regolarmente detenuti.

I due soggetti sono stati arrestati ed espletate le formalità di rito, sono stati posti a disposizione della Procura della Repubblica di Gela che coordina le indagini.

 

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