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Sentenza rivoluzionaria: la vedova pagherà parte del mutuo e piccole rate

Sentenza rivoluzionaria: la vedova pagherà parte del mutuo e piccole rate

Gela – Oggi vi raccontiamo la storia di un nucleo familiare colpito dalla morte del capofamiglia. Questa, di suo, è una storia triste e dolorosa ma diventa una tragedia quando emerge che la coppia aveva fatto progetti per il futuro e si era imbarcata nell’ avventura comune a tanti, di acquistare una nuova casa per avere un senso di stabilità che la cultura meridionale identifica con il concetto verghiano de ‘la roba’, ma assiste impotente al sovvertimento del destino con la morte che cancella non solo gli affetti ma anche le entrate economiche costruite nel tempo da ogni uomo col lavoro. Morto il marito alla vedova di 65 anni viene assegnata una modestissima pensione di reversibilità di 800 euro. Deve pagare un mutuo consistente con una rata che assorbe l’importo dl 75% della pensione; ha problemi di salute e deve pagare le medicine e deve vivere. Non ce l’avrebbe mai fatta e si rivolta al suo legale presentando la sua situazione economicamente disastrosa:  con la sola pensione non era più in grado di far fronte ai debiti contratti con le banche e le finanziarie che sosteneva al tempo in cui il marito era ancora in vita e che ammontavano ad oltre 100.000,00 euro.

Analizzata la situazione il legale Salvatore Psaila ha presentato per suo conto una proposta di piano del consumatore, avvalendosi dei benefici previsti dalla L. 3/2012 sul sovraindebitamento, che prevede un consistente abbattimento dei crediti.

Il Tribunale di Gela, nella persona del magistrato Dott.ssa Stefania Sgroi, ha ritenuto la proposta meritevole di accoglimento ed ha omologato il piano del consumatore, così da oggi la donna dovrà pagare ai suoi creditori non solo somme di gran lunga inferiori a quelle originariamente dovute: non più 100.000,00 euro ma solo il 35% alle banche il 3% alle finanziarie, e potrà farlo con una rata molto bassa e agevole di 200 euro mensili che le permetterà di vivere dignitosamente senza il timore che da un giorno all’altro le banche possano toglierle la casa dove risiede. La sentenza rappresenta un precedente rivoluzionario in quanto i creditori essendo stato emesso un provvedimento del Tribunale non potranno avviare alcuna azione esecutiva nei suoi confronti.

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