Cultura e Società

La legalità a Gela? I ragazzi la percepiscono così

La legalità a Gela? I ragazzi la percepiscono così

Gela – Ecco come è percepito il concetto di legalità in città dai ragazzi che hanno partecipato al Concorso d’arte pensato dall’associazione antiracket.  La cerimonia di premiazione si è tenuta nella prestigiosa cornice del Teatro Comunale Eschilo, la premiazione del CONCORSO denominato “NOI RISPETTIAMO GELA… E TU?” indetto dall’Associazione Antiracket “G. Giordano” di Gela, col patrocinio della Polizia di Stato e dell’USR Sicilia (Ufficio VI – A.T. Caltanissetta/Enna).

Il concorso era rivolto a tutti gli alunni delle scuole secondarie di primo grado della città ed era finalizzato a porsi come elemento di contrasto rispetto ai vari atti di malcostume e di microcriminalità che purtroppo ancora si registrano in città, attraverso l’utilizzo di una satira mirata a metterne in ridicolo gli autori.

I mezzi attraverso cui veicolare tale messaggio dovevano essere degli elaborati grafici rispondenti a precise tecniche redazionali, precisate in un apposito bando previamente distribuito alle scuole.

I plessi scolastici che hanno aderito all’iniziativa sono stati sette e si sono occupati della preselezione dei trenta elaborati presentati al concorso, poi valutati da un’apposita giuria Presieduta dall’Architetto Roberto Loggia e formata dal presidente, dalla giornalista Maria Concetta Goldini e dal Maestro d’arte Antonio Insulla.

L’evento, condotto dalla giornalista Fabiola Polara, ha registrato la partecipazione,  oltre che del promotore dell’Iniziativa, il Presidente dell’Associazione Antiracket G. Giordano, Renzo Caponetti, anche del Questore di Caltanissetta Dott. Giovanni Signer, del capo di gabinetto del Prefetto, Fabio Malerba, del segretario vescovile Don Lino Di Dio (in rappresentanza della Diocesi di Piazza Armerina), del Dirigente Scolastico Maurizio Tedesco (in rappresentanza del dirigente dell’ufficio scolastico regionale, ambito territoriale di Caltanissetta ed Enna) e di altre autorità civili e militari e di un numeroso pubblico .

Prima della premiazione il Presidente di Giuria ha voluto spiegare i criteri di valutazione degli elaborati, precisando che i nomi dei relativi autori erano stati preliminarmente secretati, da parte dei plessi scolastici, in buste chiuse che sono state pubblicamente aperte solo al momento della premiazione.

Il professionista ha spiegato inoltre che era stato assunto, quale metro di valutazione dei lavori, l’insieme di cinque caratteristiche che sono state puntualmente valutate per ciascuno elaborato e da ogni giurato con un voto compreso da 0 a 10 e che, alla fine, la somma dei voti aveva determinato la posizione in classifica di ogni singolo elaborato.

Nello specifico tali peculiarità erano state: la tecnica, la simmetria, le proporzioni ed il cromatismo ma, soprattutto, ai fini del concorso, la comunicatività dell’elaborato, cioè la capacità di esprimere il messaggio prestabilito.

Da questo punto di vista –ha sottolineato l’Architetto- ha particolarmente colpito tutti i membri della giuria il fatto di aver colto un certo pathos come comune denominatore di un pò di tutti gli elaborati; una sorta di sofferenza espressa dai ragazzi con soggetti, colori, e coreografie che ha fatto loro comprendere come in effetti, anche per la realtà adolescenziale, i vari atti di mal costume sono causa di un certo disagio che andrebbe adeguatamente attenzionato anche nei processi di formazione pedagogica ed a cui, soprattutto, andrebbe posto rimedio educando i ragazzi a reagire.

Gli alunni premiati con tablet, smartphone e materiale didattico sono stati sei e cioè, nell’ordine: 1) Ginevra Sarcuta dell’I.C. “Quasimodo”; 2) Paola Tomasi della scuola media “Albani Roccella”; 3) Lucrezia Incorvaia della scuola media “Ettore Romagnoli”; 4) Teodora Catalano dell’I.C. “Don Milani”; 5) Miriam Limontini dell’I.C. “Quasimodo”; 6) Salvatore Giuliana dell’I.C. “San Francesco”.

Un premio a parte è stato consegnato al Dirigente scolastico di ciascun plesso.

A tutti e trenta i ragazzi partecipanti è stato consegnato un attestato di partecipazione.

Particolare è stato l’apprezzamento da tutte le Autorità intervenute, fra cui il Questore Giovanni Signer, patrocinatore dell’iniziativa, fermamente convinto della bontà dell’iniziativa, ha voluto proporre al Comune di riprodurre i sei elaborati selezionati nei punti cruciali della città con lo scopo di trasmettere a tutta la comunità gelese la sofferenza ed i messaggi espressi dai ragazzi.

Unanime è stato l’auspicio che l’edizione di quest’anno del concorso possa essere la prima di una serie dedicata.

arch. Roberto Loggia

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