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Madre multata per aver impedito all’ex marito di vedere il figlio minore

Madre multata per aver impedito all’ex marito di vedere il figlio minore

I figli non sono merce di ricatto per i genitori separati. La giurisprudenza di ultima generazione ha espresso il suo orientamento: le madri, di norma affidatarie, non possono usare i figli come arma contro gli ex mariti. Devono osservare le indicazioni del giudice in sede di divorzio ed educare i figli a mantenere i regolari rapporti col padre.

La Corte di cassazione penale, con sentenza numero 26810, ha condannato una madre gelese che, dopo la separazione dal coniuge, nonostante la sentenza del giudice che regolava l’affidamento del figlio, si rifiutava di far vedere il bambino al padre. La donna è stata condannata alla sanzione pecuniaria prevista dall’art.709 ter c.c. che prevede sanzioni e risarcimento danni a carico dei genitori che ostacolano il rapporto dei figli con l’altro genitore. La corte ha ritenuto l’inadempimento della madre come un atteggiamento ostruzionistico che, oltre a comportare danni e sofferenze al padre comporta danni e sofferenze maggiori al minore e quindi condannata a risarcire entrambi.

 

Ci sono precedenti che ricalcano questa linea. La Suprema Corte di Cassazione, attraverso la sentenza n. 38608/2018, ha stabilito che è reato impedire al padre di vedere il figlio. Quando due coniugi si separano, i figli devono essere affidati a entrambi i genitori, attraverso il  cosiddetto affidamento congiunto o condiviso. Il padre e la madre hanno gli stessi diritti e doveri sull’educazione, la crescita e il mantenimento dei figli. I minori abiteranno da uno dei due genitori, di solito la madre, vedendo l’altro genitore in base a un calendario prefissato dal tribunale.

Il genitore che non abita con i figli deve partecipare al loro mantenimento garantendo all’ex coniuge un contributo mensile fisso, che in assenza di un accordo tra le parti dovrà essere determinato sempre dal tribunale, insieme alla partecipazione alle spese straordinarie. In casi eccezionali il giudice decide per l’affidamento esclusivo. Se uno dei genitori si è dimostrato incapace di gestire gli interessi dei figli, i poteri e le scelte rilevanti vengono assegnati a a uno di essi.

Ad esempio in presenza di un genitore tossicodipendente, criminale abituale, responsabile di violenze o che sia scappato di casa. Il giudice, nel provvedimento di affidamento, di solito indica il tempo e le modalità con i quali  il genitore non affidatario ha diritto di frequentare il minore. Un diritto-dovere per il genitore, che non vi si può sottrarre neanche con il consenso dell’ex, perché è nell’interesse del minore stare sia con il padre sia con la madre, al fine di crescere meglio

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