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Caci già al lavoro per i servizi ai disabili

Caci già al lavoro per i servizi ai disabili
Gela – Che i Liberi consorzi o ex province che dir si voglia, non hanno fondi per i servizi si sa. Però vengono tenuti in piedi, anzi fra un mese verrà rinnovata la composizione istituzionale dell’Ente. In questo contesto, fra energia elettrica staccata negli istituti superiori e servizi zoppicanti, uno, quello destinato ai bambini disabili aveva subìto una brusca frenata; perchè chi soffre, per la mancanza di fondi, sono sempre gli utenti.  Immediato l’intervento dell’assessore in pectore Rosario Caci, che nonostante non abbia iniziato il suo lavoro istituzionale, ha lavorato lo stesso. E’ intervenuto personalmente per dirimere la questione e creare le condizioni perchè gli uffici della provincia trovassero i fondi per il servizio essenziale. “Il 20 maggio scorso – racconta la consigliera comunale Valeria Caci – sono stata informata della sospesione dei servizi di trasporto, assistenza igienico personale, assistenza all’autonomia e alla comunicazione ASACOM e l’insegnante pomeridiano per alunni audiolesi e videolesi, funzionali per agevolare l’integrazione e l’autonomia personale e sociale quotidiana dei minori che presentano una disabilità fisica sensoriale e psichica.
Già all’ inizio dell’anno 2019 le ore dedicate ai servizi per ragazzi disabili sono state drasticamente ridotte, dimenticando che, per molti di questi ragazzi è l’unico “spazio” di inclusione sociale. Un diritto che non deve essere loro negato. Le famiglie allarmate da questa improvvisa interruzione, pur sapendo che il servizio non è di competenza del Comune di Gela, hanno voluto che mi occupassi della questione, nella qualità di neo consigliere comunale, che già in qualità di Ass.re ai Servizi Sociali era intervenuta sulla questione, per farmi portavoce del disagio a cui sono sottoposti i loro figli.
Così grazie alla mediazione dell’ Ass.re designato Rosario Caci, già primario di Pediatria del Vittorio Emanuele di Gela, sensibile a queste tematiche, si è poc’anzi saputo che sono stati impegnati 12 milioni di euro necessari per il riavvio immediato dei servizi che saranno attivati già domani 25 maggio.
Le famiglie possono tirare un sospiro di sollievo, sapendo che potranno trovare in me e nel Popolo della Famiglia, la disponibilità ad essere vigili affinché i diritti dei loro figli non vengano lesi”.
Il problema ha avuto risonanza regionale. Sull’argomento sono intervenuti , giorni fa, i deputati M5S all’Ars Giorgio Pasqua e Giancarlo Cancelleri  sollecitando l’assessore Scavone a correre  ai ripari per fare ripartire il sevizio di trasporto ed assistenza ai disabili che si è fermato a causa di esaurimento dei fondi a disposizione.
“Non appena sono stato sollecitato da Valeria Caci – dice il dott. Rosario Caci – grazie anche all’intervento dell’avv. Ivan Liardi, abbiamo contattato l’assessore regionale che stava lavorando al progetto e ci ha rassicurati sulla riuscita. Quindi i srevizi sono stati salvati”.
“Ogni anno è la stessa storia – afferma Pasqua – all’assessore Ippolito è succeduto Scavone, ma nulla è cambiato. La musica orchestrata dalla Regione è quella pessima di sempre. I 19 milioni e mezzo stanziati sono insufficienti per completare la stagione, lo abbiamo sottolineato in tutte le salse e in tutte le sedi, ma non è servito a  nulla. Hanno pensato di erogare ai liberi consorzi i soldi in dodicesimi, col risultato parecchi di loro hanno dovuto fare i salti mortali per tirare avanti e non sempre ci sono riusciti. Già a gennaio e a febbraio il servizio si era stoppato in alcuni posti. I soldi del fondo vanno erogati subito e vanno stanziati quelli mancanti per arrivare ai quasi 33 milioni di cui c’è bisogno. Non è possibile che per i disabili in Sicilia il diritto all’istruzione debba essere un diritto negato”.
“Faremo sentire la nostra pressione in assessorato – afferma Cancelleri – perché tutto si risolva al più presto. Questa incresciosa vicenda è comunque la fotografia di una Regione che non riesce a garantire i legittimi diritti dei cittadini  e di un governo, che, come testimoniano le frasi di Miccichè ad Armao, è vittima di una guerra tra bande per placare la fame di poltrone. Musumeci cerchi di dare risposte ai siciliani, altrimenti meglio per lui spegnere le luci a palazzo d’Orleans ed andare a casa”.

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