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        <title>RSS - VISIONEdioggi.it</title>
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            <title>Lavoratori in piazza: le drammatiche storie</title>
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            <description><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="line-height: 115%; font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: 12pt;"><img src="http://www.visionedioggi.it/images/stories/manifestazione.jpg" style="float: left; margin-right: 8px; margin-bottom: 5px; margin-left: 8px;" />Alla manifestazione “per il lavoro, lo sviluppo e l’occupazione” promossa oggi da CGIL, CISL e UIL c’era sì da festeggiare l’unione dei tre sindacati, certo anche la convergenza con la politica e le istituzioni. Ma soprattutto c’erano loro, i lavoratori. Stanchi, sfibrati, disillusi. Abbandonati a se stessi e furiosi contro “i ritardi della politica”, come urla al megafono un rappresentante della CISL. Un altro, della FIOM CGIL, ci dice che “l’economia di Gela non può basarsi solo sullo stabilimento, ma tutti pare che se ne siano accorti solo ora”. Pochi giovani e qualche donna in piazza. “Abbiamo pochi diritti, siamo lavoratori stagionali, ci chiamano solo per qualche periodo e il resto dell’anno ci lasciano a casa”. Non ci sono solo i lavoratori della raffineria a protestare, ad esigere le più elementari tutele. Tra le situazioni più drammatiche quella dei dipendenti del polo tessile di Riesi. “Ciò che doveva essere un sogno si è rivelato un incubo – afferma con livore un uomo. Grazie ai fondi europei nella provincia di Caltanissetta si erano individuati i siti e la manodopera per lo sblocco del tessile, ma mancano gli imprenditori. Da dieci anni ci tengono in bilico tra cassa integrazione ordinaria, straordinaria e una mobilità ormai agli sgoccioli”. Per chi prova a reinserirsi nel mondo del lavoro le difficoltà sono ancora maggiori. “Da dieci anni lavoriamo con i soldi della Regione facendo servizi al Comune di Gela; senza avere nessun sussidio e nessun contributo (neanche la possibilità di metterci in malattia)”. Con il terrore ogni anno che la Regione non rinnovi i contratti precari; insomma, come si legge nello striscione, “lavoro nero legalizzato”. Così si ritrovano insieme in strada, ad esempio, i lavoratori della chimica e i pensionati. I primi lamentano che “nello stabilimento di chimica c’è rimasta solo il settore delle plastiche, noi speriamo che con gli accordi firmati dopo la cassa integrazione in cui siamo coinvolti ci sia un rilancio del nostro compartimento”. I secondi, se possibile, sono ancora più arrabbiati: “ne’ lavoro, ne’ pensioni, niente – dice ai nostri microfoni un’allarmata donna. Io ad esempio ho un figlio di 26 anni disoccupato, un genero che ha due bambini ed è pure disoccupato, manco io e mio marito siamo arrivati alla pensione ed in questo momento non lavoriamo. Me lo dice lei come facciamo a tirare avanti?”.&nbsp;</span><span style="font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: 12pt; line-height: 115%;">Il corteo giunge in piazza Umberto I, osservato dai commercianti. Con posizioni divergenti. I fratelli Famà, ad esempio, titolari di un ingrosso per bevande sono contrari alla protesta: “anche noi un lavoro non ce l’avevamo, eppure ce lo siamo creati”. Opposto il parere del gestore di un bar: “ se non lavorano gli operai qui non lavora nessuno”. A sorprendere è infine la presenza di un sindacato della polizia di Caltanissetta. “Siamo qui per manifestare solidarietà a lavoratori come noi – dice un rappresentante della UIL. Ed anche per un interesse civico: più disoccupazione vuol dire più persone arrabbiate e disperate quindi più rischi per l’intera collettività”.&nbsp;</span></p>]]></description>
            <author> andrea-wakko@hotmail.it (Andrea Turco)</author>
            <pubDate>Sat, 19 May 2012 14:16:35 GMT</pubDate>
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            <title>Attentato Brindisi, associazioni si mobilitano. Caponetti, &amp;quot;atto terribile&amp;quot;</title>
            <link>http://www.visionedioggi.it/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=3498:attentato-brindisi-associazioni-si-mobilitano-caponetti-qatto-terribileq&amp;catid=37:fp-rokstories&amp;Itemid=240</link>
            <description><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p style="margin-bottom: 0.0001pt; line-height: normal;"><span style="font-size: 12pt; font-family: arial,helvetica,sans-serif;"><span style="font-size: 14pt;"><img style="margin: 5px; float: left;" src="http://www.visionedioggi.it/images/stories/bombabrindisi.jpg" />Q</span>uello che con il passare delle ore assume tutte le fattezze di un violento attentato, in grado di scuotere l’intera Brindisi, ha da subito prodotto <br />reazioni anche in città.<br />E’ netto il direttivo dell’associazione Arci Le Nuvole nel condannare il vile atto costato la vita ad una giovane studentessa che attendeva di prendere posto tra i banchi dell’istituto professionale Morvillo Falcone.<br />Per questa ragione, i responsabili di Arci Le Nuvole, da sempre vicini al movimento antimafia e all’organizzazione Libera, rilanciano un’immediata mobilitazione anche in città: per dire no alla violenza mafiosa.<br />Lo stesso direttivo locale di Libera ha deciso di convocare una riunione straordinaria fra tutti gli aderenti all'associazione per definire i prossimi passi da muovere anche in vista del passaggio della carovana antimafia da Niscemi.<br />Il sindaco Angelo Fasulo ha espresso tutto il suo cordoglio per i fatti verificatisi nella città pugliese: lo ha fatto a nome dell'intera amministrazione comunale.<br />Renzo Caponetti, invece, tra i fondatori dell’antiracket locale: continua a tenersi in contatto con il collega brindisino Fabio Marini.<br />“Ho appreso la notizia questa mattina – commenta – si tratta di un’azione terribile. Non assistevo a vicende di questo tipo dai primi anni ’90. Ho molti amici in Puglia e mi sto tenendo aggiornato attraverso il presidente dell’antiracket di Brindisi che, negli ultimi mesi, è stato destinatario di diversi messaggi intimidatori”.</span></p>]]></description>
            <author> rosario.cauchi@corrieredigela.it (Rosario Cauchi)</author>
            <pubDate>Sat, 19 May 2012 13:18:03 GMT</pubDate>
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            <title>Eliporto Asi, finanziamento bloccato. Rifiuti accatastati</title>
            <link>http://www.visionedioggi.it/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=3497:eliporto-asi-finanziamento-bloccato-rifiuti-accatastati&amp;catid=37:fp-rokstories&amp;Itemid=240</link>
            <description><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p style="margin-bottom: 0.0001pt; line-height: normal;"><span style="font-size: 12pt; font-family: arial,helvetica,sans-serif;"><span style="font-size: 14pt;"><img style="margin: 5px; float: left;" src="http://www.visionedioggi.it/images/stories/eliporto.jpg" alt="I cumuli di rifiuti accatastati davanti all'ingresso dell'eliporto" title="I cumuli di rifiuti accatastati davanti all'ingresso dell'eliporto" class="caption" />L</span>’accordo concluso fra il presidente dell’Asi Giuseppe Pisano ed il sindaco Angelo Fasulo risale all’inizio dell’anno: ma tutto è ancora bloccato sul fronte dell’avvio dell’eliporto <br />per il decollo e l’atterraggio dei mezzi del soccorso medico. <br />L’Asi ha ceduto, a titolo gratuito, la struttura già esistente al comune per l’avvio dei lavori di manutenzione e riorganizzazione di un’area inutilizzata da anni. Il futuro del progetto, però, si lega al finanziamento da 400 mila euro che dovrebbe giungere dagli uffici della regione: spetta al dipartimento della protezione civile appaltare i lavori all’interno della struttura. <br />Al momento, però, il procedimento sembra essersi arenato. <br />Intanto, nei prossimi giorni, le prime squadre di operai della Ghelas Multiservizi dovrebbero avviare i lavori per il ripristino della strada che dalla zona industriale conduce direttamente all’elipista. L’intera area, per diversi anni, si è trasformata in una discarica a cielo aperto. <br />Ancora adesso, cumuli di rifiuti, anche speciali, rimangono accatastati all’ingresso della struttura.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0.0001pt; line-height: normal;"><span style="font-size: 12pt; font-family: arial,helvetica,sans-serif;">&nbsp;</span></p>]]></description>
            <author> rosario.cauchi@corrieredigela.it (Rosario Cauchi)</author>
            <pubDate>Sat, 19 May 2012 10:59:21 GMT</pubDate>
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            <title>Lavoro e occupazione, il corteo chiede dignità. Sindacati e lavoratori in piazza</title>
            <link>http://www.visionedioggi.it/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=3496:lavoro-e-occupazione-il-corteo-chiede-dignita-sindacati-e-lavoratori-in-piazza&amp;catid=37:fp-rokstories&amp;Itemid=240</link>
            <description><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p style="margin-bottom: 0.0001pt; line-height: normal;"><span style="font-size: 12pt; font-family: arial,helvetica,sans-serif;"><span style="font-size: 14pt;"></span><img style="margin: 5px; float: left;" src="http://www.visionedioggi.it/images/stories/palcoman.jpg" alt="Il palco della manifestazione" title="Il palco della manifestazione" class="caption" />Tanti lavoratori: c’erano loro in strada, questa mattina, per reclamare occupazione e sviluppo dopo la decisione assunta dalla dirigenza Eni <br />che porterà, per un anno, al fermo di due linee di produzione.<br />Non solo l’industria, però; a chiedere il diritto al lavoro c’erano i braccianti agricoli, i lavoratori tessili, quelli dei trasporti, della scuola e della sanità.<br />“Il governo – dice il segretario generale della Cgil siciliana Mariella Maggio – deve capire la strategicità di Gela e del suo polo industriale. Se chiusure devono esserci, queste non possono di certo interessare un territorio come il nostro. Gli impegni, tutti, devono essere rispettati da aziende e parti sociali”.<br />Alla manifestazione erano presenti molti esponenti politici locali insieme ai vertici del sindacato, regionale e nazionale.<br />“Ci vuole rispetto – ammette il segretario della Cisl regionale Maurizio Bernava – per i tanti lavoratori e per il territorio. Il ministero deve essere celere nel rilascio della autorizzazioni richieste da Eni ma, al contempo, l’azienda deve dare esecuzione ai lavori. Non possiamo accettare casi come quelli emersi dall’inchiesta di ieri che ha condotto a sette avvisi di conclusione indagini per altrettanti funzionari della fabbrica”.<br />Il corteo ha percorso buona parte del centro storico osservato dai cittadini e dai molti commercianti che, per qualche minuto, hanno abbandonato la loro attività.<br />Molto limitata, invece, è stata la partecipazione degli studenti.<br /><img style="margin: 5px; float: right;" src="http://www.visionedioggi.it/images/stories/corteo.jpg" alt="Molti lavoratori metalmeccanici" title="Molti lavoratori metalmeccanici" class="caption" />“Bisogna capire – ammette il segretario generale della Uil nissena Salvatore Pasqualetto – che questa città non può, comunque, continuare a dipendere dalla sola industria pesante. Basta Eni, insomma, bisogna guardare al futuro e chiedere ai dirigenti della multinazionale l’avvio, serio, di intense fasi di bonifica”.<br />Dal palco organizzato in piazza Umberto I non ha mancato di lanciare un monito all’austerità il vicario foraneo Grazio Alabiso.<br />“Noi – dice – siamo con questi lavoratori e con il sindacato. Tutti, davanti a questa quotidianità, dovremmo votarci ad una maggiore austerità. Noi abbiamo scelto di stare con chi soffre”.<br />Rabbia e preoccupazione trasparivano, comunque, nei volti dei lavoratori scesi in piazza.<br />“E’ chiaro che la tensione sociale – conclude la segretaria confederale della Cgil Serena Sorrentino – non potrà cessare davanti ad eventuali tendenze al disinvestimento. Prova né è, il fatto che anche una città come questa, senza una vera e propria tradizione votata alla mobilitazione, scende in piazza per dire no e reclamare diritti. In fondo, lo dobbiamo anche alle vittime di questa mattina a Brindisi”. <br /> Proprio in merito alla bomba esplosa davanti all’istituto professionale della città pugliese, la piazza ha osservato un minuto di silenzio.</span></p>]]></description>
            <author> gwprestia@gmail.com (VISIONEdioggi.it)</author>
            <pubDate>Sat, 19 May 2012 10:47:13 GMT</pubDate>
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            <title>Strade Nuove per Gela:il Procuratore Teresi prosegue l'impegno di Falcone e Borsellino</title>
            <link>http://www.visionedioggi.it/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=3495:strade-nuove-per-gelail-procuratore-teresi-prosegue-limpegno-di-falcone-e-borsellino&amp;catid=37:fp-rokstories&amp;Itemid=240</link>
            <description><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif; font-size: 12pt;"><img style="margin: 5px 8px 8px 5px; float: left;" src="http://www.visionedioggi.it/images/stories/archivio-Cultura/stdef.jpg" />É stato inaugurato oggi alla presenza del&nbsp;Procuratore Aggiunto della Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo, Vittorio Teresi, il convegno "Strade nuove per&nbsp; Gela": una sala <br />gremita, quella dell'aula convegni del Tribunale, con la grande partecipazione di un pubblico giovane, attento ed interessato intrattenuto dal giornalista (in veste di moderatore) Giuseppe D'Onchia.</span><br /><span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif; font-size: 12pt;">Presenti il l Procuratore di Gela Lucia Lotti, il Presidente del Tribunale di Gela Alberto Leone, Mons. Michele Pennisi, il Primo Cittadino Angelo Fasulo e il Presidente dell'Associazione Antiracket. Un applauso spontaneo é nato nel momento in cui si è ricordata la vita e l'impegno del magistrato Giovanni Falcone che, come ricorda il Presidente Leone <em>"si é posto in modo fermo contro la criminalità, nonostantelo Stato non avesse ancora gli elementi&nbsp; di protezione che oggi ci ha fornito"</em>. Il Procuratore Aggiunto Vittorio Teresi è uno di quelli che hanno seguito la strada di Giovanni Falcone nella lotta alla mafia in territorio palermitano. <em>"Un nuovo volto per Gela a vent'anni dalle stragi, una città che era conosciuta come città sanguinaria, mentre oggi i capi storici sono in carcere, le forze dell'ordine presidiano il territorio, perché la città lo merita, una città in progresso che si pone nell'agenda nazionale in modo diverso"</em>. Come ricorda il Sindaco Angelo Fasulo <em>"oggi é cambiato il rapporto con le istituzioni, la criminalità organizzata, qui a Gela, era arrivata a toccare il nostro stesso senso civico e civile"</em>. Il Procuratore Lotti, entusiasta della presenza di tanti giovani, ha dichiarato <em>"E' un momento bello per questa città, in Procura siamo riusciti ad organizzarci anche se sottodimensionati, non abbiamo speso un solo momento per lamentarci, quando le forze sono poche si devono moltiplicare</em>. <em>Si sta formando una collettività di cittadini che si relazionano tra di loro e con le istituzioni: la criminalità trova spazio quando il senso delle istituzioni è fragile".</em></span><br style="font-size: 12pt; font-family: arial,helvetica,sans-serif;" /><span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif; font-size: 12pt;">Renzo Caponetti, Presidente dell'Associaizone Antiracket ha ringraziato le forze dell'ordine <em>"Sono loro che mi hanno dato e mi danno la forza per proseguire nelle mie battaglie".</em> Dopo i vari interventi è stato presentato un cortometraggio a cura del regista Alberto Castiglione sulle contraddizioni interne alla città di Palermo e il suo rapporto con la criminalità organizzata. Nel corto di produzone italo-tedesca, l'intervista alla fotografa di fama internazionale Letizia Battaglia e al Procuratore Aggiunto Teresi che riflettendo sugli anni terribili vissuti dalla città di Palermo commenta <em>"La politica ha avuto bisogno della mafia e la mafia della politica, ho spesso creduto che stesse cambiando l'atteggiamento della città nei confronti della mafia..</em>." . Speranze deluse da ciò che accadeva: come dichiara Letizia Battaglia<em> "è stato particolarmente emozionante, triste e umiliante, dover constatare che, in realtà, a Palermo non é cambiato nulla".</em></span><br /><span style="font-size: 12pt; font-family: arial,helvetica,sans-serif;"></span></p>]]></description>
            <author> rosalaurab@gmail.com (Rosa Battaglia)</author>
            <pubDate>Fri, 18 May 2012 23:46:26 GMT</pubDate>
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            <title>Mazzarino, violenze su tredicenne. Undici condanne</title>
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            <description><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-size: 12pt; font-family: arial,helvetica,sans-serif;" size="3"><span style="font-size: 14pt;"><img style="margin: 5px; float: left;" src="http://www.visionedioggi.it/images/stories/archivio_fotografico/nuovo-tribunale.jpg" />I</span>n undici, per diversi anni, avrebbero abusato sessualmente di una bambina, all'epoca dei fatti solo tredicenne: per questa ragione, i giudici del tribunale di Gela hanno condannato gli imputati, tutti di Mazzarino, infliggendogli <br />condanne per sessantaquattro anni di detenzione.<br />Le pene sono state emesse ai danni di Giuseppe Portello, Roberto Gulisano, Santino Parlagreco, Cristoforo Boscaglia, Irina Pricop, Salvatore Chiolo, Bruno Papillo, Luigi Azzolina, Carmelo Ridolfo Nicastro, Angelo Ferrigno e Salvatore Frazzetta.<br />Sono tutti accusati di aver avuto un ruolo nelle violenze subite dalla bambina: solo uno degli imputati è stato assolto dalle accuse contestategli.<br />In dibattimento, parte civile si è costituita l'associazione Meter che, da anni, si occupa di tutela dei minori davanti ad abusi sessuali. </span></p>]]></description>
            <author> rosario.cauchi@corrieredigela.it (Rosario Cauchi)</author>
            <pubDate>Fri, 18 May 2012 23:15:15 GMT</pubDate>
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            <title>Inquinamento falda area protetta, indagati sette funzionari Eni</title>
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            <description><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p style="margin-bottom: 0.0001pt; line-height: normal;"><span style="font-size: 12pt; font-family: arial,helvetica,sans-serif;"><span style="font-size: 14pt;"><img style="margin: 5px; float: left;" src="http://www.visionedioggi.it/images/stories/vasca1.jpg" alt="La vasca sequestrata" title="La vasca sequestrata" class="caption" />S</span>ono accusati di aver smaltito enormi quantitativi di rifiuti oleosi, in sostanza scarti dell’attività di produzione della fabbrica Eni, all’interno di una vasca che, però, non avrebbe assicurato <br />la protezione del sottosuolo e delle falde.<br />I magistrati della procura, i militari della guardia costiera e quelli del nucleo speciale di Roma, hanno portato a termine una lunga indagine: che ha condotto all’emissione di sette avvisi di conclusione delle indagini notificati ad altrettanti responsabili di Raffineria di Gela.<br />Nel corso degli anni, nella vasca A della zona 2, sarebbero stati stoccati rifiuti tossici, altamente nocivi, senza prevedere idonee protezioni: stando agli inquirenti, infatti, i liquidi sarebbero penetrati in profondità nel terreno, danneggiando buona parte della zona protetta Biviere-Macconi, praticamente confinante con la vasca.<br />Un vero e proprio buco nero, così era ribattezzata dagli addetti ai lavori la vasca, che, nonostante le autorizzazioni rilasciate dal ministero dell’ambiente per l’avvio della bonifica e delle opere di rimodulazione dell’intero sito, avrebbe generato una vasta contaminazione dell’area.<br />Gli inquirenti, inoltre, hanno accertato la violazione delle regole in materia di trasporto dei rifiuti: circa 8 mila tonnellate di scarti pericolosi sarebbero state trasportate violando le norme di sicurezza.<br />A repentaglio, secondo gli investigatori, sarebbe stata messa la salute dei lavoratori che operavano in quella zona.<br />Gli avvisi di conclusione indagini sono stati notificati agli ex amministratori di raffineria Giuseppe Ricci e Battista Grosso, a Rosario Orlando, responsabile delle discariche, Felicia Massetti, progettista per il recupero della vasca, Savio Greganti, a sua volta interessato ai lavori, Carlo Tornetta, ex responsabile dei contratti stipulati dalla società e al dipendente del gruppo Raffaele La Torre.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0.0001pt; line-height: normal;"><span style="font-size: 13pt; font-family: 'Times New Roman','serif';">&nbsp;</span></p>]]></description>
            <author> rosario.cauchi@corrieredigela.it (Rosario Cauchi)</author>
            <pubDate>Fri, 18 May 2012 11:32:05 GMT</pubDate>
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            <title>I pm fiorentini indagano su Dell'Utri, spunta progetto Agroverde</title>
            <link>http://www.visionedioggi.it/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=3486:i-pm-fiorentini-indagano-su-dellutri-spunta-progetto-agroverde&amp;catid=37:fp-rokstories&amp;Itemid=240</link>
            <description><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p style="margin-bottom: 0.0001pt; line-height: normal;"><span style="font-size: 12pt; font-family: arial,helvetica,sans-serif;"><span style="font-size: 14pt;"><img style="margin: 5px; float: left;" src="http://www.visionedioggi.it/images/stories/agroverde.jpg" />U</span>n filone d’indagine sulla cosiddetta P3, portato avanti dai magistrati fiorentini, sta sfiorando il maxi progetto del polo fotovoltaico voluto dalla cooperativa Agroverde. <br /><br />Sotto inchiesta sono finiti il senatore del Pdl Marcello Dell’Utri e Marino Massimo De Caro, funzionario del ministero delle politiche agricole. Stando ai magistrati, per facilitare il percorso burocratico del polo fotovoltaico e del progetto di un impianto di stoccaggio per il gas in Basilicata ci sarebbero stati versamenti in denaro sui conti corrente del senatore Dell’Utri: somme che sarebbero giunte, tramite De Caro, direttamente dal proprietario dell’azienda Pramac, il magnate russo Viktor Velkselberg interessato a realizzare l’impianto per conto di Agroverde. <br />Alla vicenda giudiziaria risultano del tutto estranei i rappresentanti della cooperativa agricola. “Onestamente – dice il presidente della coop Stefano Italiano – noi non sappiamo proprio nulla. Abbiamo presentato il progetto nel 2005 e, proprio per la sua innovatività, abbiamo pensato di rivolgerci al ministero delle politiche agricole. Lì, ci hanno indicato il nominativo di Marino De Caro come esperto in energie rinnovabili. Per il resto, non so proprio di cosa si stiano occupando i magistrati”.<br /> Al centro dell’inchiesta, ci sarebbero i movimenti in denaro registrati sui conti corrente del proprietario della Pramac. “Questa grande azienda – spiega Italiano – si era interessata alla realizzazione del nostro progetto ma non ha alcuna esclusiva e, proprio per questo, continuiamo ad avere contatti per capire se altre società possano essere interessate al polo serricolo fotovoltaico da noi ideato. Di conseguenza non abbiamo proprio nulla da temere”.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0.0001pt; line-height: normal;"><span style="font-size: 13pt; font-family: 'Times New Roman','serif';">&nbsp;</span></p>]]></description>
            <author> rosario.cauchi@corrieredigela.it (Rosario Cauchi)</author>
            <pubDate>Fri, 18 May 2012 10:19:37 GMT</pubDate>
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            <title>Il Procuratore Lotti, &amp;quot;voglio esempi concreti di legalità, iniziamo dal casco&amp;quot;</title>
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            <description><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-size: 12pt;"></span><img style="margin: 5px 8px 8px 5px; float: left;" src="http://www.visionedioggi.it/images/stories/archivio_fotografico/_personaggi/lotti.jpg" /><span style="font-size: 12pt;">Inizia oggi pomeriggio alle 16:30 il dibattito - convegno "Strade Nuove per Gela" nei locali dell'Aula Conferenze del Tribunale.<span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;"></span><em></em><br />"Voglio vedere esempi di legalità concreta nella due giorni organizzata dalle associazioni <br />gelesi, si inizi dall'utilizzo dei caschi da parte di chiunque voglia partecipare ai convegni in programma" ha dichiarato il Procuratore Lotti che insiste sulla necessità che ad ogni iniziativa volta a promuovere il senso civico, si accompagni una altrettanta concretezza nei comportamenti dei cittadini. "Strade nuove per Gela" il nome scelto per la due giorni, dunque, che si incominci proprio con l'attenzione sulla strada, in senso stretto. Oggi sarà proiettato un documentario del regista siciliano Alberto Castiglione che ripercorre i venti anni trascorsi dalle stragi del 1992 cercando di capire, &nbsp;in che modo è cambiato il rapporto tra la Sicilia, Palermo e la cultura della legalità. Interverranno il Presidente del Tribunale di Gela, Alberto Leone, il Sindaco Angelo Fasulo, il Procuratore della Repubblica di Gela, Lucia Lotti, il presidente dell’Ass. Antiracket, Renzo Caponetti. Relazioneranno sul tema “A vent’anni dalle stragi del ’92, tra sfide educative e bene comune”: S.E. Mons. Michele Pennisi, Vescovo di Piazza Armerina, lo psicologo Pietro Cavaleri e Vittorio Teresi, Procuratore Aggiunto della Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo.<span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;">A promuovere l'iniziativa sono le trentuno associazioni del Coordinamento del Volontariato&nbsp;in collaborazione con la Procura della Repubblica ed il Tribunale di Gela, le scuole di ogni ordine e grado, l’Associazione “Antiracket”, con il sostegno del CeSVoP, della ‘Fondazione con il Sud’ ed il Patrocinio Gratuito del Comune di Gela. </span></span><span style="font-family: Tahoma,sans-serif;" face="Tahoma, sans-serif"><span style="font-size: 11pt;"><span style="font-size: 12pt; font-family: arial,helvetica,sans-serif;">La giornata di domani invece sarà caratterizzata dalla mostra didattica "Diecimila passi per Gela" che sarà allestita<span style="font-size: 11pt;"><span style="font-size: 12pt; font-family: arial,helvetica,sans-serif;">&nbsp;nel cortile esterno del Tribunale di Gela, seguiranno dei laboratori di cittadinanza e partecipazione con i bambini delle scuole elementari e medie e successivamente l’ "Agorà dei bambini e dei ragazzi" con il Procuratore di Gela Lucia Lotti. Alla fine della giornata i bambini firmeranno la “Carta dell’impegno per il Bene Comune”. <br /></span></span></span></span></span></p>]]></description>
            <author> rosalaurab@gmail.com (Rosa Battaglia)</author>
            <pubDate>Fri, 18 May 2012 09:55:37 GMT</pubDate>
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